Respira e ti senti meglio

anger 2Avrai senza dubbio fatto caso che spesso, di fronte a una difficoltà, un evento improvviso che genera in te un disagio più o meno importante, tendi a trattenere il fiato, in attesa che finisca e tutto torni come prima.

In realtà, sarebbe più utile sospendere ogni forma di giudizio (nei confronti dell’evento, dell’eventuale interlocutore e, non ultimo, di noi stessi), fermarsi un istante, qualunque attività stai svolgendo in quel momento, e dedicare qualche minuto a respirare. Semplicemente.

Respirare è fonte di vita, naturalmente, ma non solo perché immagazziniamo ossigeno. Un respiro calmo, rilassato, profondo, nutre ogi cellula dell’organismo e ciò produce un  effetto benefico anche sul piano mentale e, naturalmente, su quello emotivo.

Tempi stretti, stress, prestazioni che ogni giorno devono superarsi, impediscono a molti una corretta respirazione; condizione che, a lungo andare, può generare squilibri energetici e, di conseguenza, tensioni emotive che si trasformano anche in tensioni nel corpo, che causano dolori e disagi di varia natura: emicranie, difficoltà digestive e simili sul piano prettamente fisico ma anche ansia prolungata, sensazione di affaticamento, nervosismo, preoccupazione, apprensione.

La respirazione è il primo strumento che ciascun essere vivente ha a disposizione per il proprio benessere. A patto che la si usi consapevolmente, altrimenti può trasformarsi in un’arma a doppio taglio.

 

Alcuni consigli per imparare a respirare

6-breathing-exercises-to-relax-in-10-minutes-or-less_0Prenditi 10 minuti di tempo ogni mattina e altrettanti durante la pausa pranzo e prima di coricarti. Allenati a percepire la respirazione nell’addome.

Se puoi, sdraiati a pancia in su ( se non puoi in pausa pranzo, va bene anche una sedia o il pavimento, purché tu riesca a poggiare la schiena in posizione perpendicolare a terra e ben allieneata), poggia la mano sinistra all’altezza del cuore e la destra sul ventre, appena sotto l’ombelico.

Chiudi gli occhi, fai due o tre respiri profondi così come vengono, poi resta qualche istante ad ascoltare il tuo respiro: ascolta il suo suono, il suo ritmo, il suo “spazio”, così com’è, senza voler cambiare nulla.

Dopo un paio di minuti di, comincia a immaginare di essere tu a condurre il tuo respiro: cerca di spostarlo verso l’addome e il ventre, senza coinvolgere il petto.

Quando senti che si trova lì, allora comincia ad allungare la fase di espirazione, premendo leggermente il ventre alla colonna verso la fine dell’esalazione e cercando di espellere quasi tutta l’aria.

Al successivo inspiro, non forzare, non inalare di colpo ma sii lento e rilassato e inspira espandendo bene la gabbia toracica su tutti e quattro i lati. Immagina di spingere via il pavimento e senti che le costole spingono anche verso le braccia. Vai avanti così per qualche minuto.

Se temi di perdere il contatto con il tempo, usa una sveglia sul cellulare o di qualsiasi altro tipo e goditi il tuo… “quarto d’ora d’aria”.

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